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Nel libro di Miani si parla di comunicazione pubblica sempre principalmente come sinonimo di "comunicazione dell'istituzione pubblica". Generalmente vengono utilizzate due diverse strategie di definizione: una più restrittiva, focalizzata sul soggetto della comunicazione, e una più estensiva focalizzata sull'oggetto.
Secondo la prima strategie, è comunicazione pubblica ogni forma di comunicazione che proviene dalla pubblica amministrazione. Secondo l'altra strategia, il comune denominatore delle diverse forme di comunicazione pubblica è l'oggetto, che consisterebbe nell'interesse generale della materia trattata. In questo caso il concetto di comunicazione pubblica comprende:
  • La comunicazione sociale (ha lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica)
  • La comunicazione dell'istituzione pubblica
  • La comunicazione politica (gestita da partiti, movimenti e altre organizzazioni di rappresentanza politica, con lo scopo di costruire il consenso e influenzare le scelte del governo su temi controversi).
Miani ci fa notare come, nonostante la nostra costituzione (come tutte quelle democratiche) sancisce il diritto alla manifestazione del pensiero, tuttavia la libertà di parola è solo una dimensione, cioè quella attiva di questo diritto. Ma bisogna tener conto di altre due dimensioni complementari e altrettanto importanti:
esiste una dimensione passiva, intesa come diritto a essere informati e libertà di ricevere informazioni. E poi c'è una dimensione riflessiva - che riguarda il diritto di informarsi inteso come libertà di ricercare attivamente l'informazione.
Senza queste due dimensioni insieme, l'esercizio attivo della libertà di parola perde significato.
Miani poi analizza l'evoluzione della comunicazione pubblica negli anni 80 e 90:

Gli anni 80.
Fino agli anni 80 si può affermare che in Italia non sia esistito un moderno sistema di comunicazione pubblica, ma si assiste ad una serie di fenomeni che contribuiscono a diffondere nella società valori legati alla cultura della comunicazione:
  • In primo luogo ci fu la S.202/76 della corte costituzionale che riconobbe il cosiddetto diritto di antenna. Provocando un esplosione dell'industria pubblicitaria, in particolare attraverso la TV.
  • Si sviluppa un clima culturale favorevole allo spirito di impresa e al marketing che rende permeabile anche la pubblica amministrazione alla cultura della comunicazione.
  • La sentenza 364/88 della corte costituzionale chiama in causa la pubblica amministrazione e il suo dovere di comunicare in modo chiaro con i cittadini.
  • La sentenza 348/90, afferma, qualsivoglia soggetto ed organo rappresentativo, investito di competenze di natura politica, non può risultare estraneo all'impiego dei mezzi di comunicazione di massa.
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Gli anni 90:
Gli anni 90 furono invece caratterizzati, soprattutto da un forte consolidamento del mercato pubblicitario, poi la legge 223/90 (legge mammì) conferma il regime di duopolio fra RAI E Mediaset. In questi anni però assumono particolare importanza le leggi 142/90 e 241/90 le cui finalità vanno oltre la ricerca di efficienza e di efficacia, ma piuttosto sono finalizzate a una maggiore democrazia e trasparenza. Gli anni 90 vedono anche l'attuazione dei primi strumenti concreti per migliorare le relazioni con i cittadini: è il caso ad esempio dell'URP (ufficio relazioni con il pubblico), dell'AIPA, fino al presente CNIPA.
Ma il vero e proprio avvio del processo di informatizzazione della pubblica amministrazione in Italia, ebbe inizio con il decreto legislativo 12 febbraio 1993 n°39.
Questi sistemi informativi automatizzati dovevano rispondere a 4 grandi obiettivi:
  1. Miglioramento dei servizi.
  2. Trasparenza dell'azione amministrativa
  3. Potenziamento dei supporti conoscitivi per le decisioni pubbliche.
  4. Contenimento dei costi dell'azione amministrativa.
Nel 97 poi, assumono particolare importanza le leggi Bassanini uno e Bassanini due n° 59/27.

Il piano di azione Italiano:
Il modello italiano delineato dal ministero per l'innovazione e le tecnologie presenta 6 elementi chiave:
  1. Erogazione dei servizi - un insieme di servizi che dovranno essere resi disponibili attraverso modalità innovative.
  2. Riconoscimento digitale - modalità di riconoscimento dell'utente e di firme sicure attraverso la carta di identità elettronica, la carta nazionale dei servizi e la firma digitale.
  3. Canali di accesso - una pluralità di canali innovativi attraverso cui l'utente accede ai servizi offerti: internet, call- center , cellulare ecc..
  4. Enti eroganti - un back -office efficiente ed economicamente ottimizzato dei diversi enti eroganti.
  5. Interoperabilità e cooperazione - standard di interfaccia tra le amministrazioni che consentono comunicazioni efficienti e trasparenza verso l'esterno.
  6. Infrastruttura di comunicazione - in modo da collegare tutte le amministrazioni.

Gli strumenti di autentificazione digitale:
Gli strumenti di autentificazione digitale, già nominati nel primo piano di azione di e-gov italiano sono i seguenti:
  • La firma digitale
  • La posta elettronica certificata
  • CNS- carta nazionale dei servizi
  • La carta di identità elettronica.
La firma digitale:
La firma digitale rappresenta un tipico fenomeno tecnico-giuridico, nel senso che nasce dalla convergenza di tecnologia e diritto. La firma digitale costituisce uno dei cardini del processo di e-government. per quanto riguarda la pubblica amministrazione, l'obiettivo, abilitante allo sviluppo dei servizi on-line, si sviluppa su tre principali linee di intervento:
  1. Diffusione della firma digitale all'interno delle amministrazioni con distribuzione a dirigenti e funzionari con potere di firma e relativa formazione.
  2. Intervento su applicazioni e servizi, per renderli accessibili in sicurezza tramite la firma digitale.
  3. Iniziative di stimolo all'utilizzo della firma da parte di gruppi specifici di utenti esterni all'amministrazione.
In Italia si può dire che la firma digitale sia una realtà dal 27 gennaio 2000 quando venne incluso, il primo soggetto autorizzato a rilasciare dispositivi di firma digitale utilizzabili per poter sottoscrivere documenti informatici con la medesima validità giuridica della firma autografa.

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Per comprendere il funzionamento della firma digitale bisogna fare un passo indietro e comprendere come funziona un sistema di crittografia. I sistemi di crittografia hanno origini molto antiche. Già nel 400 a.C presso gli spartani era diffusa la pratica di scrivere un messaggio in verticale su di un pezzo di cuoio arrotolato attorno a un bastone di un certo diametro detto scitale. Solo chi riavvolgeva il cuoio attorno a un bastone dello stesso diametro poteva leggere il messaggio originale.
Un sistema di crittografia si compone di quattro elementi:
  • Il testo in chiaro
  • Un algoritmo di trasformazione
  • Una chiave desunta dall'algoritmo
  • Il testo cifrato, incomprensibile senza l'applicazione della chiave.
Diverso è poi il lavoro giuridico attribuito dalla norma al documento informatico a seconda del tipo di firma utilizzata per la sua sottoscrizione. Infatti la maggiore novità introdotta dalla direttiva è la previsione di tre tipologie di firma.
  • La firma elettronica - cioè l'insieme di dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di identificazione informatica.
  • Firma elettronica qualificata- è quella firma elettronica ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo e collegata ai dati ai quali si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati, che sia basata su un certificato qualificato e realizzata mediante un dispositivo sicuro per la creazione della firma.
  • Firma digitale - è basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l'integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici.
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La posta elettronica certificata (PEC):
La PEC è un sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica, con valenza legale, attestante l'invio e la consegna di documenti informatici.
Certificare l'invio e la ricezione significa fornire al mittente, dal proprio gestore di posta, una ricevuta che costituisce prova legale dell'avvenuta spedizione del messaggio e dell'eventuale allegata documentazione. Allo stesso modo, quando il messaggio perviene al destinatario, il gestore invia al mittente la ricevuta di avvenuta (o mancante) consegna con precisa indicazione temporale. Nel caso in cui il mittente smarrisca le ricevute, la traccia informatica delle operazioni svolte, conservata per legge per un periodo di 30 mesi, consente la riproduzione, con lo stesso valore giuridico, delle ricevute stesse.
Il DPR. 11febbraio 2005, n°68, disciplina le modalità di utilizzo della posta elettronica certificata (PEC) non solo nei rapporti con la pubblica amministrazione, ma anche tra privati cittadini. IN sintesi le novità contenute nel provvedimento sono:
  1. Nella catena di trasmissione potranno scambiarsi le e-mail certificate, sia i privati, sia le pubbliche amministrazioni saranno i gestori del servizio iscritti in apposito elenco tenuto dal CNIPA, a fare da garanti dell'avvenuta consegna.
  2. Per iscriversi nell'elenco dovranno possedere un capitale sociale minimo non inferiore a un milione di euro e presentare una polizza assicurativa contro i rischi derivanti dall'attività di gestore.
  3. I messaggi verranno sottoscritti automaticamente da parte dei gestori con firme elettroniche. Tali firme sono apposte su tutte le tipologie di messaggi PEC ed in particolare sulle buste di trasporto e sulle ricevute per assicurare l'integrità e l'autenticità del messaggio.
  4. I gestori dovranno conservare tracia delle operazioni per 30 mesi.
  5. I gestori sono tenuti a verificare l'eventuale presenza di virus nelle e-mail ed informare in caso positivo il mittente, bloccandone la trasmissione.
  6. Le imprese potranno dichiarare l'esplicita volontà di accettare l'invio della PEC mediante indicazione nell'atto di iscrizione delle imprese.
La carta di identità elettronica:
La CIE e la CNS sono degli elementi attraverso i quali gli utenti vengono riconosciuti in rete in modo certo al fine di usufruire dei servizi erogati per via telematica della pubblica amministrazione. La carta di identità elettronica è una smartcard che integra nel supporto in poli carbonato una banda ottica e un microchip. I dati del titolare sono impressi in modo visibile (compresa la foto) sia sul supporto fisico sia sulla banda ottica. è una tecnologia molto robusta sotto il profilo della sicurezza, che ha però lo svantaggio di richiedere strumentazioni molto particolari sia per la lettura che per la scrittura. La CIE cerca di salvaguardare i seguenti obiettivi:
  • Maggiore sicurezza nel processo di identificazione ai fini di polizia
  • Utilizzo, quale strumento di autentificazione in rete per i servizi telematici
  • Completa interoperabilità su tutto il territorio nazionale.
La carta nazionale dei servizi (CNS):
Sulla gazzetta ufficiale n° 105 del 6 maggio 2004 è stato pubblicato il DPR del 2 marzo 2004, n°117, recante, regolamento concernente la diffusione della CNS.
La CNS non è altro che uno strumento di autentificazione in rete che consente l'accesso ai servizi della pubblica amministrazione resi disponibili per via telematica (es. pagare tasse on-line o sbrigare pratiche amministrative on-line). L'utilizzo della CNS, è protetto da un codice personale PIN, consegnato con particolari cautele al legittimo titolare della carta. La CNS può essere prodotta o fornita ai cittadini da qualunque ente, anche regione o provincia.

Le nuove tecnologie nel back-office:
Quando parliamo di back-office, facciamo riferimento ai sistemi informativi, volti a migliorare l'efficacia, di una qualsiasi organizzazione. Ovviamente, con le nuove tecnologie anche i sistemi di back-office hanno subito sicuramente un miglioramento.
Nella pubblica amministrazione, come in ogni altra organizzazione, i sistemi informativi assolvono due importanti funzioni:
  • Consentono di elaborare dati finalizzati alla presa di decisioni e alla regolazione del sistema
  • Contribuiscono all'erogazione di servizi e alla produzione.
è importante poi non confondere un sistema informativo con un sistema informatico. IL sistema informativo rappresenta la struttura e il fine del sistema, mentre gli apparati hardware e software costituiscono il mezzo attraverso cui le operazioni sono effettivamente compiute. Nulla impedisce che ci siano sistemi informativi basati esclusivamente su sistemi tradizionali (registri, schedari, ecc..).

Le banche dati:
Le banche dati rappresentano una delle componenti fondamentali dei moderni sistemi informativi. Oggi per banca dati bisogna intendere l'organizzazione e gestione dei dati tramite sistemi informatici e software appropriati.

Che cosa fanno le banche dati?
Le banche dati registrano ovviamente le informazioni, ma non è questo il loro fine: un dato è una registrazione di una descrizione di una qualsiasi caratteristica della realtà. Le banche dati attuano queste registrazioni con un fine preciso: Generare l'informazione che nel gergo dei sistemisti è qualunque elaborazione di dati in grado di produrre variabilità nel patrimonio conoscitivo del soggetto. Questa caratteristica delle banche dati, rende questo strumento un alleato nei processi decisionali della pubblica amministrazione.

L'evoluzione delle banche dati:
La comunicazione pubblica ha subito un evoluzione con l'avvento delle banche dati sull'ottica della politica dell'e-government che conduce alla integrazione e scomparsa del confine tra back- office e front-office. Infatti con la tecnologia web le banche dati - che sono state- e ancora per alcuni enti continuano ad essere, il classico strumento del back-office - sono a completa disposizione dei cittadini, che avranno la possibilità di consultare dal computer di casa, attraverso un interfaccia disponibile a tutti, ogni dato che li riguarda, accedendo alle più ampie informazioni possibili.
Interi cataloghi on-line, per esempio, l'insieme degli orari degli aerei, treni e quant'altro, sono a disposizione dell'utenza e altre informazioni ancora lo saranno con la messa on-line delle banche dati degli uffici per le relazioni con il pubblico.
Quando tutti gli enti provvederanno in modo completo alla messa on-line delle proprie banche dati, sarà molto vantaggioso per tutta la collettività, permettendo il venir meno alla tradizionale barriera tra i due spazi dell'erogazione del servizio, front-office e back-office, e trasformando così la modalità di comunicazione tra la pubblica amministrazione e i cittadini.

Un problema da risolvere:
L'unica problematica da affrontare sarà l'eccessiva frammentazione delle informazioni gestite dagli enti. Nel tempo ogni utente ha sviluppato delle proprie banche dati con propri criteri e tecnologie, spesso differenti l'una con le altre, ciò comporta delle difficoltà tecniche nella gestione unitaria dei dati e dunque l'impossibilità di dialogare tra le stesse.
Una soluzione a questo problema potrebbero essere i datawarehouse che rappresentano un magazzino di dati contenente le informazioni estratte dai vari sistemi di banche dati aziendali reso disponibile all'utenza.
In altre parole, sono delle informazioni di secondo livello per la cui creazione non necessita la disattivazione e la ricostruzione delle banche dati già esistenti.
Per la pubblica amministrazione, dotarsi di un datawarhouse significa dunque andare incontro a esigenze di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa.

Il protocollo informatico:
Nella pubblica amministrazione, il protocollo informatico è: l'insieme delle risorse di calcolo, degli apparati, delle reti di comunicazione e delle procedure informatiche usati dalle amministrazioni per la gestione dei documenti.
Il protocollo informatico è un sistema che consente per ogni documento ricevuto o spedito dall'amministrazione, la registrazione in maniera automatizzata delle informazioni di protocollo.
Nelle sue applicazioni più evolute, infatti, il protocollo informatico da semplice registro divento un vero e proprio centro per la gestione digitale di tutti i flussi documentali interni all'amministrazione.

Gli obiettivi del protocollo informatico:
Gli obiettivi che si vogliono raggiungere con il protocollo informatico sono delineati chiaramente nella direttiva del ministro per l'innovazione e le tecnologie del 9 dicembre 2002 e sono fondamentalmente due:
  1. Rendere maggiormente efficienti le amministrazioni-attraverso l'eliminazione dei registri cartacei, la riduzione degli uffici del protocollo, la razionalizzazione dei flussi documentali.
  2. Migliorare la trasparenza dell'azione amministrativa.


Il software libero nella pubblica amministrazione:
Innanzitutto cerchiamo di chiarire che cosa si intende per software libero: l'espressione software libero si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti del software e cioè:
  1. Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo
  2. Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità
  3. Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo
  4. Libertà di migliorare il programma e distribuire pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.
Una delle caratteristiche fondamentali del software libero è rappresentata dalla metodologia di sviluppo: dal momento che tutti i programmatori interessati possono prendere visione del codice, essi sono messi nelle condizioni non solo di rilevare eventuali errori in qualità di utenti, ma anche di suggerire rimedi e miglioramenti.

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Software libero a Bolzano (da Report rai3)




Quali sono i vantaggi del software libero nella pubblica amministrazione?
In primo luogo si afferma che l'assenza di costi connessi con le licenze d'uso dovrebbe consentire notevoli risparmi economici. Ma il vero vantaggio del software libero nella pubblica amministrazione è nella possibilità di riuso.
La principale ragione dietro questa idea consiste nel fatto che le amministrazioni possono avere esigenze comuni e spesso si corre il rischio di duplicare gli investimenti. Per la pubblica amministrazione è dunque fondamentale riuscire a condividere le risorse software sviluppate da agenzie diverse per evitare duplicazioni e inutili sprechi di risorse. Inoltre la possibilità di conoscere il codice sorgente dei programmi è una garanzia di sicurezza. Infatti solo conoscendo il sorgente, i tecnici informatici della pubblica amministrazione possono valutare al meglio la sicurezza delle applicazioni software e non sono dipendenti dai produttori ufficiali del software, in caso di gravi bug (errori).

L'E-procurament:
L'E-procurament o approviggionamento elettronico,indica quell'insieme di tecnologie, procedure,operazioni e modalità organizzative, che consentono l'acquisizione di beni e servizi on-line, grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo della rete internet e del commercio elettronico.
L'E-procurament ha come scopo la diffusione, la promozione e lo sviluppo del commercio elettronico quale strumento per l'acquisizione di beni e servizi nella pubblica amministrazione. Attraverso questo nuovo strumento si vogliono raggiungere i seguenti obiettivi:
  • Ridurre la spesa per le forniture di beni e servizi nella pubblica amministrazione
  • Rendere le procedure più rapide e snelle
  • Garantire la massima trasparenza nelle operazioni di gara
  • Aprire il mercato delle forniture e renderlo più competitivo.
I benefici attesi per la pubblica amministrazione dichiarata dalla Consip sono:
  • Riduzione dei costi del processo di acquisto e dei tempi di contrattazione, grazie alla possibilità di negoziare in tempi ridotti prezzi e condizioni agevolate.
  • Accessibilità a una base maggiore di fruitori abilitati, tale da permettere una migliore individuazione di fornitori più competitivi.
  • Facilità di confronto dei prodotti e trasparenza informativa grazie all'utilizzo di cataloghi on-line.
  • Possibilità di tracciare gli acquisti e quindi di controllare la spesa, eliminando ogni supporto cartaceo.
I benefici dell'e-procurament per i fornitori:
  • Diminuire i costi di vendita grazie alla parziale riduzione dei costi di intermediazione.
  • Adottare un nuovo canale di vendita e allargare il proprio bacino di clienti.
  • Introdurre un canale complementare a quelli già attivati per gestire le relazioni commerciali.
  • Recuperare competitività.

Le nuove tecnologie nel front-office:
Quando parliamo di nuove tecnologie di front-office facciamo riferimento a quelle particolari interfaccie di comunicazione con i cittadini rese dai portali e dai siti web.
Da questo punto di vista il sito web non è altro che una sorta di front-office vistuale. A partire dal 2000 si è sviluppata in italia un originale riflessione sui criteri di qualità dei siti web pubblici. Questa riflessione ha trovato un primo momento di organizzazione nella direttiva 3/01 del ministro della funzione pubblica recante linee guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni.
Il testo delinea i seguenti principi:
  • L'attività di progettazione e di sviluppo del sito deve essere opportunamente inserita nel contesto organizzativo dell'amministrazione.
  • Il web dovrebbe essere utilizzato per pubblicare tutta l'informazione di rilevanza pubblica.
  • I siti devono essere usabili. L'usabilità del web implica che le informazioni debbano essere organizzate e strutturate in maniera da garantire la massima fruibilità.
  • I siti devono essere accessibili. Essi devono essere progettati in modo da garantire la loro consultazione anche da parte di individui affetti da disabilità fisiche e sensoriali, o condizionati dall'uso di strumenti con prestazioni limitate o da condizioni ambientali sfavorevoli.
Queste affermazioni sono riassumibili rispettivamente nei principi di:
  • Organizzazione
  • Aggiornamento
  • Usabilità
  • Accessibilità

T-Government :
Per t-government si intende l'insieme dei servizi forniti dalle pubbliche amministrazioni o dagli enti privati, fruibili dall'utente tramite il mezzo televisivo, in particolare tramite la televisione digitale terrestre. Si prevede che in breve tempo la televisione digitale terrestre sarà in grado di veicolare potenzialmente applicazioni di carattere innovativo nell'area dei servizi pubblici e dell'interazione tra cittadini e amministrazioni pubbliche. Con il bando (G.U. N° 143 del 21 giugno 2004), il Cnipa ha stanziato 7 milioni di euro per il cofinanziamento di applicazioni informative di e-gov, basate sul digitale terrestre e destinate al grande pubblico a cui assommano altri 3 milioni di euro della fondazione Bardoni per il cofinanziamento di applicazioni avanzate. Obiettivo primario è quello di cofinanziare progetti che prevedano sistemi di erogazione, trasferimento e promozione basati sul digitale terrestre. Dei 56 progetti pervenuti al Cnipa alla chiusura del bando, sono stati 29 i progetti quelli ammessi al cofinanziamento, che daranno il via ad investimenti per oltre 32,5 milioni di euro. Sono coinvolte 13 regioni, 25 provincie, 164 comuni, 15 comunità montane, 40 emittenti tra locali e nazionali. I progetti cofinanziati prevedono l'attivazione sperimentale sul territorio di numerosi servizi destinati ai cittadini.

I servizi offerti alla cittadinanza sono:
  • Utenze.
  • Biblioteche.
  • Reclami/ricorsi.
  • Scuola.
  • Viabilità mobilità.
  • Lavoro
  • turismo.
I servizi di carattere sociale:
  • Terza età
  • Assistenza sociale
  • Cultura
  • Tempo libero
  • Ambiente
  • Salute e benessere

Servizi specifici per l'assistenza sociale:
  • Informazioni raggiungibili da remoto
  • Posibilità di richiedere assistenza o servizi tramite call- center
  • Registrazione utente per il riconoscimento.

Caratteristiche dei servizi dedicati alla terza età:
  • Livello di interattività molto basso
  • Informazioni raggiungibili da remoto
  • Possibilità di richiedere assistenza o servizi tramite call-center
  • In alcuni casi è possibile richiedere moduli o medicinali tramite TV.

M-Government:
La telefonia mobile è oggi il mezzo di comunicazione di gran lunga più usato dagli italiani e può diventare io modo più rapido e semplice per raggiungere i cittadini e fornire servizi di immediata utilità. Molti progetti di e-government possono trovare nella telefonia mobile un veicolo di immediata diffusione in aree quali i servizi dati in mobilità, i servizi di autentificazione ed autenticazione, la messaggistica, servizi per micropagamenti, i servizi di localizzazione. In tale contesto il Cnipa ha promosso un progetto di applicazioni su rete mobile denominato m-government, finalizzato a mettere a fattore comune le esperienze nazionali ed internazionali consolidate, con lo scopo primario di realizzare un catalogo di servizi utili alle pubbliche amministrazioni e di individuare e promuovere servizi universali per il cittadino.

Alcuni dei servizi offerti dall' m-government:
  • Informazioni per ispettori pubblici addetti alle ispezioni
  • Wireless con pocket Pc per medici, con ricettario, informazioni su pazienti , codici diagnostici ec..
  • Servizio di mappe stradali su gprs
Servizi sms:
  • Segnalazioni da parte degli uffici di collocamento
  • Avviso ai genitori se il figlio è assente da scuola
  • Accesso alle cartelle cliniche
  • Comunicazione di ritardi nei servizi pubblici.
Servizi di pagamento:
  • Parcheggi pubblici
  • Biglietto dell'autobus
Servizi per anziani e portatori di handicap:
  • Avviso agli accompagnatori con l'indirizzo dell'anziano.
  • Localizzazione dell'accompagnatore.

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Anche il governo diventa elettronico! la massiccia diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICTS) sta radicalmente modificando il profilo delle società contemporanee. Nella società dell'informazione, internet, diviene il più importante mezzo di gestione e condivisione dell'informazione, ricordandoci che la condivisione di informazioni e di conoscenza sta alla base della produzione culturale. La rete dunque, va assumendo sempre più le caratteristiche di una vera e propria sfera pubblica nella quale ogni attore sociale e politico può esprimere e presentare le proprie idee, le proprie opinioni partecipando così al dibattito pubblico e avvicinandosi concettualmente, sempre più, a quella che P.Lèvy chiamava intelligenza collettiva: Secondo P.Lèvy questa nuova sfera pubblica presenta tre caratteristiche essenziali:

  • Inclusività - Il cyberspazio è molto più inclusivo di qualunque altro mezzo precedente: Offre opportunità di esprimersi pubblicamente a tutti gli individui, gruppi, istituzioni e comunità, incluse quelle mai esistite prima (comunità virtuali).
  • Trasparenza - Nel cyberspazio i semplici cittadini possono by-passare giornalisti, dottori, avvocati, insegnati o politici e ottenere informazioni politiche, mediche, scientifiche o legali in maniera diretta. (processo di disintermediazione).
  • Universalità - Internet è il primo sistema di comunicazione multimediale interattivo senza confini. Trascende tutte le barriere nazionali, istituzionali, disciplinari e di altro tipo.
Secondo tale visione le ICTS possono contribuire ad un drastico ripensamento del nostro modo di intendere la democrazia. Si confida che queste tecnologie siano in grado di aprire la strada ad una partecipazione diretta ai processi democratici.

Per i sostenitori di questa tesi le ICTS sarebbero in grado di rilanciare, su basi concrete, l'ideale greco di democrazia. Un'agorà elettronico dove tutti i cittadini possono partecipare alle dinamiche decisionali e dunque autogovernarsi.

Politica on-line (da Digitalk)






Il panopticon elettronico:

In una lettura più pessimistica, la rete richiamerebbe invece esplicitamente i meccanismi del Panopticon di Bentham, dove il controllo è invisibile ma pervasivo in ogni ambito della sfera pubblica e privata. Un controllo tra reale ed il virtuale. è reale in quanto l'utente si sente sorvegliato e si comporta di conseguenza, ma è virtuale in quanto il "guardiano" può non essere al suo posto di controllo. Questa visione della rete, potrebbe comportare gravi conseguenze in termini di privacy degli individui e potrebbe in ultima istanza, trasformarsi in guinsaglio elettronico, grazie al quale le autorità politiche possono, attraverso la gestione incrociata dei dati, sapere tutto dei suoi cittadini.
Tutto questo si inserisce in un unico contesto, che prende il nome di E-Politics, ossia, come le istituzioni e la sfera pubblica in generale si inseriscono nel contesto internet?
Volendo dare dunque una definizione: con il termine e-politics si fa riferimento all'utilizzo dei mezzi elettronici come strumento di gestione delle relazioni tra un soggetto politico ed i propri interlocutori strategici, che possono essere istituzioni, partiti, associazioni, i singoli cittadini e le imprese. Concettualmente la E-politics, comprende tanto gli atti rivolti alla fornitura e alla gestione di servizi e informazioni da parte di una determinata amministrazione (es. gli enti locali), quanto le esperienze di organizzazione del consenso in chiave elettorale (es.il comportamento strategico in rete di candidati e partiti politici), e quelle di movimento e partecipazione politica dal basso mediante la rete (ad esempio i social forum).

Il concetto dunque, di E-Politics, si divide e si ramifica a sua volta in altri concetti, che con l'avvento delle nuove tecnologie hanno subito una trasformazione radicale senza precedenti, stiamo parlando di:
  • E-Government
  • E-Democracy
  • E-Campaigning
  • E-Movement

Definizione di governo elettronico:

Si definisce G. E. l'utilizzo innovativo delle ITC da parte delle amministrazioni pubbliche sia nei processi interni che nelle relazioni con l'esterno, per fornire servizi maggiormente fruibili e nello stesso tempo migliori prestazioni ai cittadini e alle imprese al fine di migliorare i processi della macchina burocratica in termini sia di efficacia che di efficienza. In una visione più ampia, i servizi erogati nell'ambito del G.E possono essere proposti in tre livelli:
  • Informazione - si propone come soluzione al problema dell'efficienza e riguarda la messa a disposizione di documenti elettronici accessibili tramite le reti al posto dei documenti cartacei, rivendicando il diritto di essere informati sia ai cittadini che alle imprese sui temi più disparati dell'amministrazione.
  • Interazione - si propone di colmare il bisogno di trasparenza nei confronti dei cittadini. Riguarda la possibilità di dialogare con le amministrazioni pubbliche via internet, non soltanto per consultare le informazioni, ma anche per fruire di servizi interattivi ottenendo informazioni personalizzate o sbrigando delle pratiche amministrative senza spostarsi dal proprio domicilio.
  • Partecipazione - L'elemento partecipazione, fa riferimento alla cosiddetta Democrazia elettronica (e-democracy) dove le funzionalità vanno oltre l'erogazione di informazioni e di servizi per concentrarsi sulla possibilità per i cittadini di esprimere le loro opinioni e di esercitare il sacrosanto diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero tramite internet (es: il voto elettronico; blog; politica 2.0).

Le origini:
Il programma della National Performance Review, voluto dal vice presidente degli stati uniti ALGore varato dal governo Clinton nel 1993 è il primo e più noto esempio di moderna ingegneria amministrativa tendente a cambiare le relazioni fra amministrazione ed amministrati, al fine di creare un governo che costa meno e funziona meglio.

L'E-Government in Europa:
Con l'avvento delle ITC, anche l'Europa si mise in azione in materia di E-Government ideando ben due piani di azione che avrebbero dovuto portare l'europa on-line. I piani di azione sono stati denominati: eEurope 2002 e eEurope 2005.

Il piano eEurope 2002:
Il piano di azione eEurope 2002, approvato dal consiglio europeo di Feira nel giugno del 2000, aveva come obiettivo quello di portare l'Europa on-line il più rapidamente possibile. Il piano di azione prevedeva 64 obiettivi da raggiungere entro il 2002. Tra gli obiettivi più importanti vi erano: estendere le connessioni internet in Europa, aprire alla concorrenza tutte le reti di comunicazione e stimolare l'impiego di internet mettendo l'accento sulla formazione e la tutela dei consumatori.
In sintesi il piano di azione eEurope 2002, si iscrive direttamente nel quadro della strategia di Lisbona che mira a fare dell'unione Europea l'economia della conoscenza più dinamica e competitiva del mondo entro il 2010 ruotando intorno a tre obiettivi chiave:
  • Un internet meno costoso, più rapido e sicuro
  • Investire nelle persone e nelle competenze
  • Stimolare l'uso di internet.

Il piano eEurope 2005:
Se il piano di azione eEurope 2002 mirava soprattutto all'estensione della connettività. Il nuovo piano di azione tutt'ora operante è eEurope 2005, approvato dal consiglio europeo di Siviglia nel giugno del 2000, mira a trasformare questa connettività in un aumento della produttività economica e un miglioramento della qualità e dell'accessibilità dei servizi a profitto di tutti i cittadini europei, sulla base di un'infrastruttura a banda larga, protetta e ampiamente disponibile. In sintesi , l'accesso a banda larga è caratterizzato da un alto flusso e dall'accesso permanente ad internet e risponde anche ad un obiettivo trasversale di accesso per tutti per lottare contro l'esclusione sociale, dovuta a esigenze particolari, un handicap, l'età o una malattia.
Nello specifico i principali obiettivi che l'unione europea intende raggiungere entro il 2005 sono:

  • Servizi in linea moderni:
amministrazione elettronica (e-government)
servizi di apprendimento elettronico (e-learning)
servizi di assistenza sanitaria on-line (e-health)
  • Un ambiente dinamico per il commercio elettronico (e-business)
  • UN infrastruttura di informazione protetta
  • La disponibilità massiccia di un accesso a banda larga a prezzi concorrenziali
  • Una valutazione comparativa e la diffusione delle buone pratiche.

eEurope 2010:
L'obiettivo di eEurope 2010 è più che ambizioso: trasformare l'unione europea, entro il decennio, nell'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del pianeta. Il punto di partenza è la costruzione di una società dell'informazione onnicomprensiva che concili gli europei con le ICT, dimostrando che le nuove tecnologie possono migliorare la qualità della vita in tutta l'unione europea. I tre temi chiave interdipendenti tra loro sono:
  • Innovazione - che è fondamentale per stimolare lo sviluppo
  • L'Inclusione - fondamentale per garantire la piena partecipazione dei cittadini europei a benefici derivanti da un uso delle ICT. Per raggiungere tutto questo è necessario, sviluppare strategie lungo tre campi:
  1. Combattere il divario digitale
  2. le nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita
  3. Incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini
  • La creatività - che è il motore dell'innovazione.